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Pubblicato da: Francescane Ancelle di Maria

ALLA LUCE DELLA PAROLA – COMMENTO AL VANGELO DELLA DOMENICA 18/02/2024

I DOMENICA DI QUARESIMA

“Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano” (Mc 1,13) 

Mc 1, 12-15

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 

Parola del Signore

 

Con questa domenica inizia il tempo liturgico della Quaresima, tempo di conversione in preparazione alla Pasqua. La liturgia ci introduce in esso attraverso il racconto delle tentazioni presentato da Marco. È un racconto molto breve e allo stesso tempo completo. Con due soli versetti l’evangelista descrive i quaranta giorni di Gesù nel deserto. “Tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano” (Mc 1,13). 

Il tempo di quaranta giorni ricorda il periodo di quaranta anni che il popolo d’Israele ha trascorso nel deserto prima di raggiungere la terra promessa. È un tempo lungo che può simboleggiare la vita intera.

Il deserto, per il popolo d’Israele, è stato il luogo in cui ha sperimentato la fame, la sete, l’assenza di tutto, ma anche la misericordia di Dio che non l’ha abbandonato a se stesso, ma l’ha nutrito con la manna e dissetato facendo sgorgare acqua dalle rocce. È stato anche il luogo in cui la loro fede è stata messa alla prova.

Le tentazioni sono il bisogno in cui si sono trovati, che ha messo alla prova la loro fiducia in Dio.

E, infine, attraverso il deserto hanno raggiunto la meta della terra promessa. Perciò, il deserto è anche il luogo dell’incontro con Dio. Nel deserto il popolo d’Israele ha fatto esperienza della fedeltà di Dio, della sua provvidenza e ha imparato a fidarsi di Lui.

Le bestie selvatiche rappresentano le difficoltà che si incontrano nel deserto, nella vita e lo starci insieme in comunione con Dio, con gli angeli che lo servivano è il superamento di ogni tentazione e l’accoglienza di ogni difficoltà. Gesù non ha ceduto alle seduzioni del diavolo, che gli altri evangelisti descrivono, non si è scoraggiato, è rimasto fedele al Padre, in comunione con Lui fino alla morte restando unito in se stesso e con il Padre.

Nella vita Dio non risparmia le difficoltà, lascia che le troviamo davanti, che mettano in discussione il rapporto con Lui chiedendo di scegliere. Si può scegliere di mollare, di arrendersi, di cercare di evitarle, di rifiutarle, di allontanarsi da Dio,  e si può scegliere di accoglierle, di andare avanti, affrontarle e restare fedeli a Dio. Si può scegliere di soccombere dietro ad esse o di vivere con esse.

L’immagine di Gesù che Marco dipinge è la realtà di ogni uomo che nella vita deve fare i conti con difficoltà più o meno grandi, quindi con le tentazioni. È l’immagine di colui che non cede e non si scoraggia, ma accoglie le difficoltà nella propria vita creando in sé quell’armonia con gli uomini e con Dio rappresentata da Gesù che sta con le bestie selvatiche e contemporaneamente è servito dagli angeli.