ALLA LUCE DELLA PAROLA – COMMENTO AL VANGELO DELLA DOMENICA 09/11/2025
DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENZE
“Non fate della casa del Padre mio un mercato” (Gv 2,16)
Gv 2,13-22
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Gesù, entrando nel tempio per onorare il Padre, trova alla porta cambiavalute e venditori di animali destinati al sacrificio. Era tradizione, infatti offrire denaro e sacrifici a Dio in cambio del suo favore o in riparazione dei peccati.
Gesù ha una reazione forte di fronte a questa immagine. “Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!»” (Gv 2,15 -16). Il Signore si ribella a questo tipo di religiosità e allo stesso tempo si rivela al popolo.
Già sul Tabor Gesù rivela la sua identità di Figlio di Dio a Pietro, Giacomo e Giovanni e ora, nel tempio di Gerusalemme, la rivela a tutti. Sul monte della trasfigurazione, esorta i discepoli ad ascoltarlo, ora con questo gesto il Signore parla. Parla al popolo e parla a ciascuno. Ci rivela un Dio che non sta in alto, ma che è venuto in mezzo a noi, si è fatto uomo ed è morto per noi per poi risorgere il terzo giorno e rimanere per sempre con noi. Ci rivela un Dio che ama il suo popolo a tal punto da sacrificargli il Figlio.
È grande il passaggio dalla Legge all’amore, da adorare Dio in un tempio di pietra ad adorarlo in un tempio di carne, Gesù Cristo. E ancora più grande è il passaggio da adorarlo per mezzo di sacrifici ad adorarlo accogliendolo nel nostro cuore diventando, a nostra volta, tempio in cui il Cristo possa abitare.