ALLA LUCE DELLA PAROLA – COMMENTO AL VANGELO DEL 02/11/25
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
“chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna” (Mt 6,40)
Gv 6,37-40
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore.
In questo giorno il ricordo di coloro che ci hanno lascitao si fa più vivo. Ci invita a visitare le loro tombe e a offrire preghiere. E’ un giorno accompagnato spesso da nostalgia e tristezza. Avvertiamo dentro di noi più forte la mancanza di queste persone e contemporaneamente si alimenta in noi una domanda di senso. Davanti ad una tomba ci chiediamo cosa c’è oltre, al di là di essa. In questo giorno, il bisogno di risposte e di consolazione è forte quanto la nostalgia e il ricordo.
La Parola che la liturgia oggi ci offre prova ad illuminare le nostre domande con un’altro ricordo. Il ricordo di Colui che si è fatto uomo, è venuto in mezzo a noi, è morto ed è risorto per noi. Si apre una strada nuova che Gesù stesso ha percorso per primo con la promessa di portare tutti con sè. Come? Risusictandoli nell’ultimo giorno. Chi? “chiunque vede il Figlio e crede in lui” (Lc 6,40). La tomba non è più il punto di arrivo, la fine. La tomba è il luogo di passaggio per la vita, la nuova vita che il Signore ci ha promesso e che niente e nessuno ci potrà togliere. Sentiamoci consolati da questa Parola perchè la morte non è la fine. E’ un tempo di separazione e di attesa di un nuovo incontro che siamo certi ci sarà.