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Pubblicato da: Francescane Ancelle di Maria

ALLA LUCE DELLA PAROLA – COMMENTO AL VANGELO DELLA DOMENICA 11/07/2021

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

“Ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone (Mc 6,8) 

Mc 6,7-13

In quel tempo Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: “Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro”. Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

I dodici vengono inviati in missione per annunciare il regno dei cieli e la conversione. Eppure le informazioni che i Vangeli danno dei discepoli ci dicono che non sono studiosi ed esperti della Parola. Nessuno di loro sembra aver studiato, ma il Signore sceglie proprio loro. Sceglie “Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì” (Mt 10,2-4) e non altri. Li sceglie, li chiama, li invia e dà loro delle indicazioni ben precise. “Ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche” (Mc 6,8-9)

La missione non richiede niente di materiale, niente di intellettuale, non richiede sicurezze. Richiede se stessi così come siamo. Se per insegnare la storia, la matematica, le scienze, è necessario aver studiato, essersi preparati, conoscere la materia; per annunciare il Vangelo occorre viverlo, incarnare in noi stessi la Parola, rispondere all’invito di Gesù di dare noi stessi agli altri. Egli, infatti quando si trova di fronte alla folla affamata non chiede ai discepoli di andare a fare la spesa, ma gli dice: date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,16).

Chi ha sete della Parola non si sazia leggendo dei libri, imparandola a memoria, ma ha bisogno che essa sia viva, visibile in chi gliel’annuncia. E vivere la Parola vuol dire abbandonarsi, affidarsi al Padre che tutto dona e a tutto provvede; vuol dire condividere la vita con mio fratello; vuol dire accogliermi per accogliere ed essere accolto a mia volta. Ecco allora che le sicurezze materiali come il denaro, il cibo e anche la solitudine diventano un ostacolo alla Parola. Nel mondo siamo pellegrini e solo stando nel mondo come pellegrini, insieme a nostro fratello, con solo il bastone, si può annunciare la Parola.