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ALLA LUCE DELLA PAROLA – COMMENTO AL VANGELO DELLA DOMENICA 08/05/2022

IV DOMENICA DI PASQUA

“Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30)

Gv 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Nel Vangelo che abbiamo ascoltato domenica scorsa, Pietro fa la sua professione di fede a Gesù affermando di volergli bene. Questa domenica, Giovanni, attraverso le parole di Gesù, ci aiuta a comprendere in che modo, concretamente, dirgli quel “ti voglio bene” che Pietro ha ripetuto per tre volte. E, lo fa entrando nello specifico della relazione tra il pastore e le sue pecore. Ascoltare, conoscere e seguire sono i verbi che indicano quali sono le condizioni fondamentali perché possa sussistere questa relazione. Ascoltare la voce del Signore, la Sua Parola, ci porta a conoscerlo e conoscendolo possiamo, se lo vogliamo, seguirlo, conformare a Lui la nostra vita. Ma, al di là della nostra volontà, è la fedeltà del Padre all’uomo che attraverso Gesù, il Figlio, mantiene salda questa relazione. È la Sua mano che si piega sull’ umanità essendosi fatto egli stesso uomo nel Figlio per noi. “Io e il Padre siamo una cosa sola”: così, Gesù ci rivela chi è Dio e ci rivela anche chi è l’uomo affinchè su queste verità possiamo fondare la nostra vita e camminare  nell’amore.