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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 17/01/2021

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 17/01/2021
17-01-2021 - 17-01-2021
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Venite e vedrete". (Gv 1, 39) 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 10/01/2021

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 10/01/2021
10-01-2021 - 10-01-2021
 BATTESIMO DEL SIGNORE
"Tu sei il Figlio mio, l''amato: in te ho posto il mio compiacimento" (Mc 1,11) 


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 29/11/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 29/11/2020

Dal: 29-11-2020 - Al: 29-11-2020

I DOMENICA DI AVVENTO
"Fate attenzione, vegliate, perchè non sapete quando è il momento" (Mc 13,33)
Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate atenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partto dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanote o al canto del gallo o al matno; fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentat. Quello che dico a voi, lo dico a tut: vegliate!». 

Con questa domenica inizia il Tempo di Avvento. Tempo liturgico dedicato alla preparazione al Natale. Tempo di attesa e di preparazione a vivere mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio. Tempo di grazia in cui il cristiano è chiamato a guardare il mondo con speranza perché Gesù è venuto ad abitare in mezzo a noi e continuerà ad abitarci.
Egli, dall'inizio della sua vita pubblica, annuncia che “Il tempo è compiuto” (Mc 1,15) già qui e ora perché Egli è già venuto nella storia e sarà con noi fino alla fine dei tempi quando si manifesterà nello splendore della sua gloria.
Tutta la nostra vita è, quindi, tempo di attesa del suo ritorno, ma non un tempo di totale assenza, e la liturgia dell'Avvento lo sottolinea invitandoci alla vigilanza. Ad essere sempre pronti come il servo che attende il padrone di casa senza sapere quando tornerà, ma con la certezza che tornerà. Durante questo tempo i servi si preoccupano di portare a termine i compiti loro assegnati per far trovare al padrone il frutto del loro lavoro. Egli, infatti, andandosene lascia ad ognuno dei suoi servi un compito ed i mezzi per portarlo a termine.
Il Signore prima di lasciare questa terra per salire al Padre ci ha lasciato un comandamento, il comandamento dell'amore: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12) e il compito di vigilare perché al suo ritorno possa trovare i frutti dell'amore. In questa sua assenza che è anche presenza nascosta, la vita non fa mancare prove, situazioni, momenti in cui amare sembra impossibile, in cui l'amore sembra non esistere più. Vigilare allora vuol dire guardare la realtà, stare in essa uscendo fuori dai nostri ideali e condizionamenti per amare l'altro in qualsiasi situazione ci troviamo. Vuol dire leggere ogni situazione, anche le più drammatiche, come opportunità per amare. Vuol dire saper scorgere in tutto e in tutti il volto nascosto di un Dio che si è fatto bambino e chiede di essere accolto.



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