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IL CARDINAL BETORI A QUADALTO

IL CARDINAL BETORI A QUADALTO
24-05-2020 - 24-05-2020
 In questo tempo di pandemia da Covid 19, il vescovo della diocesi di Firenze, cardinal Giuseppe Betori, ha svolto settimanalmente degli incontri di preghiera in alcuni santuari mariani e chiese dedicate al crocefisso.

Il 14 maggio 2020 ha voluto concludere questa serie di incontri nel nostro Santuario di Quadalto dedicato a Santa Maria della Neve.

 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020
24-05-2020 - 24-05-2020
ASCENSIONE
"Io sono con voi tutti i giorni" (Mt28,20)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica di Pasqua 2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica di Pasqua 2020

Dal: 11-04-2020 - Al: 11-04-2020

DOMENICA DI PASQUA
"Egli cioè doveva risuscitare dai morti". (GV 20,9)
Gv 20, 1-9
 
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: 
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!» . 
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.
 
Se per chi era rimasto con Gesù fino alla fine fosse stato tutto chiaro, trovare il sepolcro vuoto non avrebbe suscitato nessuno stupore. Ma, essi “non avevano infatti ancora compreso la Scrittura” (Gv 20,9), nonostante Gesù avesse parlato loro più volte di questo evento, fino ad anticiparlo con la resurrezione di Lazzaro. Allora, trovare la tomba aperta, ordinata e vuota non può lasciare indifferenti. Maria, andata al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, secondo la tradizione, è lontana dal pensare alla risurrezione e si immagina subito che il corpo sia stato rubato, portato via. È questa la notizia che, correndo, porta ai discepoli. Corre perché la scena che ha visto la mette in moto, la sveglia, la scuote dalla rassegnazione di aver perso il Maestro, Colui che aveva seguito fino alla croce. Anche i discepoli correranno, però non per diffondere la notizia, ma per confermarla. Per verificare di persona quanto Maria ha raccontato loro. Questa notizia li ha scossi, li ha fatti uscire, muovere. Il mattino di Pasqua per loro non inizia nella festa e nella gioia, bensì nella tristezza, nel turbamento e nell'agitazione. Sarà proprio quella tomba vuota ad acquietare i loro cuori. Lì troveranno i teli e il sudario messi in ordine. Segno che chi occupava quel luogo se ne è andato, non ne ha più bisogno. Essi avvolgevano un corpo morto che non c'è più perché è vivo. La tomba, i teli e il sudario sono i segni che conducono i discepoli a credere. Il sepolcro vuoto non è più segno di un corpo trafugato, ma della vita. Della vittoria della vita sulla morte che Gesù ha compiuto per tutti noi per la quale è necessario passare dal sepolcro, per poi uscirne rinati per l'eternità.  



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