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IL CARDINAL BETORI A QUADALTO

IL CARDINAL BETORI A QUADALTO
24-05-2020 - 24-05-2020
 In questo tempo di pandemia da Covid 19, il vescovo della diocesi di Firenze, cardinal Giuseppe Betori, ha svolto settimanalmente degli incontri di preghiera in alcuni santuari mariani e chiese dedicate al crocefisso.

Il 14 maggio 2020 ha voluto concludere questa serie di incontri nel nostro Santuario di Quadalto dedicato a Santa Maria della Neve.

 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020
24-05-2020 - 24-05-2020
ASCENSIONE
"Io sono con voi tutti i giorni" (Mt28,20)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 05/04/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 05/04/2020

Dal: 05-04-2020 - Al: 05-04-2020

DOMENICA DELLE PALME 
"Gesù taceva" (Mt 26, 63) 
Mt 26,14-27,66
In quel tempo, 14uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti 15e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. 16Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
17Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 18Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”».19I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
20Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. 21Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 22Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». 23Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. 24Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». 25Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
26Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». 27Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 29Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».
30Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge.
32Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 33Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». 34Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 35Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
36Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». 40Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? 41Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 42Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». 43Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. 44Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori.46Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino». ( clicca a fianco per leggere tutto il testo) Assets/Public/File/Passione%20del%20Signore.pdf

Nel racconto della Passione troviamo molti spunti di riflessione. Ogni personaggio, attraverso le sue parole e il suo agire, ce ne offre uno. Noi vogliamo fermarci sul silenzio. Il silenzio di Gesù di fronte agli accusatori. Esso, non è segno di rassegnazione e di debolezza, ma è un atteggiamento che guarda al bene di chi lo accusa e lo maltratta. Gesù non si preoccupa di dimostrare la sua innocenza e neanche la sua divinità. A questo ci penserà il Padre al tempo opportuno. Gesù si preoccupa di salvare più anime possibili e vuole dare a queste persone l'occasione per riflettere sulle loro azioni e sui loro pensieri per condurli al pentimento. È un atteggiamento che richiama l'amore ai nemici. È il porgere l'altra guancia secondo cui  “se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo” (Rm 12,20). Quindi, il silenzio di Gesù, in realtà, parla. Parla di abbandono al Padre, di fiducia, di amore per l'uomo, l'amore più grande. Con il silenzio Gesù mostra totale obbedienza alla volontà del Padre di amarci fino a donare suo Figlio per noi. Il silenzio di Gesù è anche risposta alle domande nascoste dietro gli insulti, i giudizi, le accuse, le botte di chi lo ha condannato a morte. Essi cercano conferme alle loro accuse e Gesù, tacendo o pronunciando solo poche parole, quelle essenziali, mostra, invece, un'altra verità. Afferma la sua identità di Figlio di Dio, dice che colui che stanno uccidendo è un giusto e un innocente. È un silenzio che si romperà del tutto il mattino di Pasqua quando il sepolcro vuoto dirà l'ultima parola.




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