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Alla luce della Parola- Commento al Vangelo della domenica 26/01/2020

Alla luce della Parola- Commento al Vangelo della domenica 26/01/2020
26-01-2020 - 26-01-2020
III DOMENICA del Tempo Ordinario
"Venite, dietro a me, vi farò pescatori di uomini" (Mt 4,19)


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 9/02/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 9/02/2020
08-02-2019 - 08-02-2019
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Voi siete il sale della terra..... Voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13.14)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 9/02/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 9/02/2020

Dal: 08-02-2019 - Al: 08-02-2019

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Voi siete il sale della terra..... Voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13.14)
Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 
Con il discorso sulle beatitudini, che abbiamo visto domenica scora, Gesù mette in evidenza la relazione tra Dio e l'uomo nella quale esse si fondano. Si tratta di una relazione profonda, che richiede piena accoglienza da parte dell'uomo. Di una relazione che si può definire come alleanza. Essa, perché duri nel tempo, necessita di un' assunzione di impegno, di fedeltà. Ecco, allora che entriamo nel cuore del Vangelo di questa domenica che, partendo dalle beatitudini ci porta a comprendere l'identità e la missione del cristiano all'interno di questa relazione. Gesù, per fare questo, si serve di due cose: del sale e della luce.
Del sale perché, nell'Antico Testamento, veniva usato nelle alleanze, nei contratti, come garanzia di fedeltà nel tempo. Inoltre, il sale esprimeva la stabilità dell'alleanza tra Dio e il popolo. Gesù, quindi, definendo il cristiano “sale della terra” (Mt 5, 13), dice che lui stesso con la propria vita deve esprimere questa alleanza. Il suo agire e il suo parlare devono far trasparire la sua relazione con Dio.
Della luce perché della luce abbiamo bisogno per camminare senza inciampare o cadere, per vedere la strada su cui siamo. La luce rischiara, ma non dobbiamo pensare solo ad una lampada, bensì a qualsiasi cosa ci permette di vedere la strada che conduce a Dio. Luce è chiunque, con la propria vita, manifesta Dio al mondo, aiuta l'altro ad incontrarlo. Il cristiano è luce in questo senso.
Non si può essere solo sale, o solo luce perché se viene meno la relazione con Dio, viene meno anche la testimonianza che ne diamo. La luce per restare ha bisogno di essere alimentata costantemente dalla fedeltà a Dio perché è Dio stesso che fa trasparire la sua luce da essa. Sale e luce sono la coerenza  della vita di ogni cristiano. Il rischio che il cristiano corre è quello di cadere nella tentazione di voler far vedere la propria luce, la propria bravura, le proprie opere che, certo, si vedranno e si devono vedere ma, come dono ricevuto e restituito a Dio.  



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