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Alla luce della Parola/28 - Commento al Vangelo della domenica

Alla luce della Parola/28 - Commento al Vangelo della domenica
12-10-2019 - 12-10-2019
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?" (Lc 17, 18)



Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 06/10/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 06/10/2019
05-10-2019 - 05-10-2019
 XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Accresci in noi la fede!". (Lc 17,6)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 28/09/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 28/09/2019

Dal: 27-09-2019 - Al: 27-09-2019

 XXVI DOMENICA del Tempo Ordinario 
"Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuot i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti". (Lc 16, 25)
Lc 16,19-31
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
 
Gesù parla ancora in parabole per condurre i suoi ascoltatori sulla strada di Dio. Il racconto parla di un ricco e di un povero, ma non si sofferma su ciò che entrambi fanno o su come vivono. Sappiamo solo che il povero desiderava sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola del ricco, mentre era avvicinato solo dai cani. L'evangelista, invece, si sofferma a lungo su ciò che avviene dopo la loro morte. Così vediamo il povero Lazzaro andare tra le braccia di Abramo, in Paradiso, e il ricco agli inferi tra i tormenti. Perché? Si potrebbe pensare che essere poveri sia bene ed essere ricchi sia male. Ma, non è questo che il Signore vuole insegnarci e per capirlo è necessario fermare l'attenzione sulla vicenda del ricco. Egli ha avuto tutto dalla vita e ora soffre e nella sofferenza, come succede in altri episodi della Scrittura, fa verità in sé accorgendosi che Lazzaro sta bene. La situazione si è ribaltata rispetto a quando erano sulla terra: il ricco si trova nel bisogno e chiede l'aiuto di Lazzaro non solo per sé, ma anche per i suoi fratelli che sono ancora in vita. Evidentemente il ricco comprende che tra la situazione in cui si trova ora e come è vissuto sulla terra c'è un legame ed è per questo che desidera la conversione dei sui fratelli. Lui ha capito che la ricchezza che ha trattenuto per sé, ora la sta pagando a caro prezzo e non vuole che i suoi fratelli facciano altrettanto. 



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