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IL CARDINAL BETORI A QUADALTO

IL CARDINAL BETORI A QUADALTO
24-05-2020 - 24-05-2020
 In questo tempo di pandemia da Covid 19, il vescovo della diocesi di Firenze, cardinal Giuseppe Betori, ha svolto settimanalmente degli incontri di preghiera in alcuni santuari mariani e chiese dedicate al crocefisso.

Il 14 maggio 2020 ha voluto concludere questa serie di incontri nel nostro Santuario di Quadalto dedicato a Santa Maria della Neve.

 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 24/05/2020
24-05-2020 - 24-05-2020
ASCENSIONE
"Io sono con voi tutti i giorni" (Mt28,20)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 08/09/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 08/09/2019

Dal: 07-09-2019 - Al: 07-09-2019

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Colui che non porta la propria croce enon viene dietro a me, non può essere miodiscepolo" (Lc 14,27)
Lc 14, 25-33

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama di più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro". Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.


Questo vangelo parla di libertà. Libertà che non vuol dire fare ciò che vogliamo, ma capacità di non possedere, di saper lasciare, di riconoscere che al di sopra di tutto c'è Dio. Libertà necessaria per scegliere il Vangelo come stile di vita e questo per ogni battezzato. Per questo si parla di mogli, figli, fratelli, padri, madri e di averi, ma si parla anche di croce. Scegliere Dio, non è stare comodi e tranquilli, ma è mettersi in gioco e, a volte questo costa. Il prezzo da pagare può essere il rifiuto, anche di chi ci è più caro. Può essere anche la persecuzione. Può essere, come per Gesù, la vita stessa. Si possono perdere relazioni, affetti. Si può perdere tutto, ma non perderemo mai l'amore di Dio. Ma, la croce è anche la nostra stessa realtà di uomini e donne ed è per questo che prima di metterci in cammino dobbiamo fare come quel costruttore, che vede se ha i soldi necessari per costruire la torre. O come il re che, prima di andare in battaglia, vede se abbiamo la libertà per metterci sulla strada del Vangelo e, se ce l'abbiamo, sarà Dio stesso che ci restituirà il centuplo di ciò che lasciamo.



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