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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 15/09/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 15/09/2019
14-09-2019 - 14-09-2019
 XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte" (Lc 15, 10)


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 08/09/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 08/09/2019
07-09-2019 - 07-09-2019
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Colui che non porta la propria croce enon viene dietro a me, non può essere miodiscepolo" (Lc 14,27)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 25/08/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 25/08/2019

Dal: 23-08-2019 - Al: 23-08-2019

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
 "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perchè molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno".
(Lc 13,24)
Lc 13,22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
 
Gesù è di fronte ad un popolo, quello giudeo, in cui c'era la convinzione che la salvezza fosse riservata a loro, e dipendesse dalla perfetta osservanza di leggi e precetti. La domanda che uno di loro gli pone sembra fatta più per un bisogno di confermare questa idea, che per altro. Ma, come succede molte volte nei vangeli, Gesù dirige la sua risposta verso un'altra direzione, mettendo di fronte i suoi ascoltatori ad un'immagine: quella di coloro che, giunti davanti ad una porta, la trovano irrimediabilmente chiusa. Il padrone non li lascia entrare, anzi li caccia via con durezza. Davanti a questa immagine nascono delle domande: Perché la porta è stata chiusa? Perché coloro che conoscono bene il padrone vengono dallo stesso rinnegati? Perché non c'è la possibilità di far riaprire la porta? Perché la porta è stretta?
Innanzi tutto chiariamo che Luca sta parlando della porta del Regno, il cui padrone è Dio, e che ognuno si troverà davanti ad essa solo alla fine della sua vita terrena. Ma, non cadiamo nella tentazione di pensare che allora Dio è duro con l'uomo perché lo caccia via, non lo fa entrare nel Suo regno, perché, il dialogo tra il padrone e  gli esclusi ci mostra un'altra realtà. Essi, infatti, si presentano davanti alla porta chiusa come coloro che hanno coltivato una relazione con il padrone mangiando con lui ed ascoltando i suoi insegnamenti ma, se scorriamo il Vangelo oltre questo brano,  troviamo che Gesù, a un certo punto, lascia ai suoi un comandamento: di amare come Lui ha amato, cioè donando se stessi fino al dono della vita. Mentre, coloro che sono rimasti fuori si sono limitati all'ascolto ed al mangiare insieme, anch'esse cose importanti, ma non bastano. Ecco, allora che la porta è stretta perché per passarci occorre amare e l'amore chiede tutto e, una volta giunti all'ultimo giorno, non è più possibile tornare indietro. Quello che è fatto è fatto. In realtà tutti possiamo passare dalla porta stretta e dipende dalle nostre scelte quotidiane trovarla aperta o chiusa e la nostra esistenza non è altro che una continua occasione di passarla o restarne fuori perché l'ultimo giorno può essere ora o fra cento anni. Noi “non sappiamo né il giorno né l'ora”, ma sappiamo solo che sarà.
 



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