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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 26/05/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 26/05/2019
25-05-2019 - 25-05-2019
 VI domenica di Pasqua
"Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". (Gv 14,34)


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 19/05/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 19/05/2019
18-05-2019 - 18-05-2019
V DOMENICA DI PASQUA
"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri". (Gv 13,34)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 05/05/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 05/05/2019

Dal: 04-05-2019 - Al: 04-05-2019

III DOMENICA DI PASQUA
"Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?..... Pasci i miei agnelli" (Gv 21,15)
Gv 21,1-19

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade.
E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro,Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli diZebedèo e altri due discepoli.
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Glidissero: «Veniamo anche noi con te».
Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l''alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».
Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po'' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Quand''ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».  
 
I discepoli, dopo gli avvenimenti narrati dal Vangelo di domenica scorsa, sono tornati alla loro vita di prima. Sono sul lago di Tiberiade a pescare. Si trovano nella stessa situazione in cui è avvenuto il primo incontro con Gesù circa tre anni prima. Anche stavolta Gesù li sorprende con una pesca che va oltre ogni aspettativa. Ma, il racconto prosegue e l''evangelista ne sposta il centro nella parte finale di esso: nel dialogo tra Gesù e Pietro. È un dialogo intimo che mette in evidenza la condizione essenziale della sequela: l''amore per il Signore. Ogni vocazione, infatti, non si può realizzare se non si fonda sul legame con Gesù Cristo ed è Lui stesso, con i suoi gesti, ad indicarci il fondamento di questa relazione. Gesù in questo episodio, come nell''ultima cena prende il pane e lo dà loro.
È il gesto dell''Eucaristia che ogni giorno si ripete sull''altare, vissuto con fede, a nutrire e rendere possibile l''amore per il Signore, facendolo sfociare nell''amore ai fratelli, nel prendersi cura di loro, come il pastore dei suoi agnelli, nel creare comunione con loro e fra loro.  Allora,   solo rispondendo come Pietro, “Signore, tu lo sai che ti voglio bene”, possiamo dire “ti voglio bene” a chi ci sta accanto.



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