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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 17/03/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 17/03/2018
16-03-2019 - 16-03-2019
II DOMENICA QUARESIMA
"Le sue vesti divennero splendenti, bianchissime" (MC 9,3) 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 10/03/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 10/03/2019
09-03-2019 - 09-03-2019
I DOMENICA DI QUARESIMA
"Ebbe fame" (Lc 4,2)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 03/03/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 03/03/2019

Dal: 02-03-2019 - Al: 02-03-2019

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"La ... bocca .... esprime ciò che dal cuore sovrabbonda" (Lc 6,45)
Lc 6,39-45
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

“La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (eb 4,12).
Non ci sono parole più adatte di quelle usate nella Lettera agli Ebrei per definire il Vangelo di questa domenica. Gesù, rivolgendosi agli apostoli, ma anche a ciascuno di noi, usa parole che toccano nel profondo della vita perché sono parole che toccano le relazioni, di cui l'uomo non può fare a meno.
“L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Lc 6,45) e da ciò che esce dalla nostra bocca dipende il modo in cui ci poniamo di fronte agli altri. Ci possiamo porre offrendo fichi e uva, ma ci possiamo porre anche offrendo rovi e spini. Ci possiamo porre come coloro che sanno tutto, come maestri e dimenticarci che Gesù ci ha detto: uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8) e ci possiamo porre come i discepoli, come coloro che sanno di aver da imparare sempre qualcosa. Possiamo sentirci migliori di nostro fratello, tanto da sottolineare ogni sua piccola mancanza e difetto e non accorgerci che siamo come lui. Possiamo usare i peccati degli altri per nasconderci i nostri ma, possiamo anche scegliere di lasciarci illuminare dalla Parola e riconoscerci ciechi che pretendono di accompagnare altri ciechi. Riconoscere i nostri difetti, le nostre mancanze, il nostro peccato fino a scoprire la nostra povertà accanto a quella del fratello. Possiamo lasciare che questa Parola penetri nel profondo del nostro cuore affinchè ne esca tutto il male per far restare solo il bene per diventare quell'albero buono da cui si raccolgono buoni frutti. Il Signore ci ha lasciato questa Parola, ha noi spetta scegliere quale uso farne.



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