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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 26/05/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 26/05/2019
25-05-2019 - 25-05-2019
 VI domenica di Pasqua
"Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". (Gv 14,34)


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 19/05/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 19/05/2019
18-05-2019 - 18-05-2019
V DOMENICA DI PASQUA
"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri". (Gv 13,34)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 17/02/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 17/02/2019

Dal: 16-02-2019 - Al: 16-02-2019

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Beati voi, poveri .... Ma guai a voi, ricchi" (Lc 6,21.24)

Lc 6,17.20-26
 
In quel tempo, Gesù, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.

Beati i poveri e guai ai ricchi. Il Vangelo di questa domenica mette in contrapposizione il povero con il ricco, ma non secondo uno schema umano, secondo cui il ricco sta meglio del povero, bensì all'opposto. Gesù, parlando ai discepoli, capovolge il pensare comune per portarci verso un'altra prospettiva, la prospettiva del Regno. Prospettiva secondo cui è meglio esser poveri piuttosto che ricchi. Per capire questo paradosso è necessario approfondire il concetto di povertà e di ricchezza. Comunemente il povero è colui che ha poco, che è sfortunato e il ricco è colui che ha tanto, che è fortunato, degno di ammirazione. Il Vangelo dice che il povero è colui che possiede il regno dei cieli e il ricco è colui che ha già ricevuto la sua consolazione. Il centro del Vangelo evidentemente non è il possesso delle cose, ma il modo di possederle. La povertà per Gesù non è non avere cose. Si può essere poveri anche avendo tutto se non ci impossessiamo di quel tutto. Se il tutto che abbiamo lo consideriamo per quello che è. Un dono. Il punto di partenza per essere poveri non è privarci delle cose, degli affetti e delle relazioni, ma viverli come dono di Dio per noi, non come nostra proprietà. Ricevere qualcosa in dono invita, poi, a restituirlo e l'unico modo che abbiamo per donare qualcosa a Dio è amare ciò che da Lui abbiamo ricevuto. Si riceve per amore e si restituisce amando. Questa è la dinamica della povertà. Dall'altra parte, la ricchezza si manifesta quando cose, relazioni, affetti sono nostra proprietà, li usiamo, ne facciamo ciò che vogliamo. Sono nostri e ci bastano. In questa logica non c'è spazio per i doni e rischiamo anche di non vedere il dono che Dio ci fa ogni giorno. Non ci interessa. Ci basta solo non perdere ciò che abbiamo e così, siamo già sazi.
Il Vangelo ci mostra queste due strade e ci invita a guardare la nostra vita e a scegliere. Possiamo scegliere la strada della povertà o quella della ricchezza e da questa scelta verranno di conseguenza gli altri “beati” o gli altri “guai”.



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