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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 21/04/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 21/04/2019
20-04-2019 - 20-04-2019
PASQUA DI RESSURREZIONE
"Entrò anche l''altro discepolo ...... e vide e credette" (Gv 20,8)






Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 14/04/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 14/04/2019
12-04-2019 - 12-04-2019
DOMENICA DELLE PALME
"Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!" (Lc 19, 38)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 03/02/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 03/02/2019

Dal: 03-02-2019 - Al: 03-02-2019

IV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
"nessun profeta è bene accetto nella sua patria" (LC 4,24)
Lc 4,21-30

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. 

A Nazaret, Gesù è nel tempio e chi lo ascolta sa di avere di fronte il figlio di Giuseppe, il falegname e non il Messia, il Figlio di Dio. Gesù chiede loro di fare un passo. Chiede di credere che Egli è il Messia atteso, il Salvatore, Dio fatto uomo e venuto nel mondo per salvare il mondo. È un passo grande e difficile e le parole di Gesù, che Luca ci riporta in questo brano evangelico, contengono tutta la fatica e la resistenza che esso produce nei cuori della folla. Folla che, inizialmente è entusiasmata dalle parole del Signore. Lo acclama, gli dà testimonianza. Ma, poi si interroga. Hanno riconosciuto Gesù il figlio di Giuseppe e di Maria, che è cresciuto in quella città e gli sembra strano che un falegname possa parlare così. Egli si era appena presentato come colui che è stato mandato da Dio per la salvezza del suo popolo e questo è umanamente difficile da credere per chi lo ha visto bambino. È difficile credere che uno di noi sia in realtà il Figlio di Dio. Ai loro occhi era il figlio del falegname. Il Signore lo sa e sa che per questo “nessun profeta è bene accetto nella sua patria” (Lc 4, 24). La Scrittura più volte fa presente questa realtà e ci ricorda che “c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro” (Lc 4, 25-27). È più facile credere ad uno sconosciuto perché conoscere la persona che abbiamo di fronte può portare a crearsi un'immagine di lei difficile da rimuovere. Questo passo richiede una grande libertà oppure dei segni tangibili ed evidenti, non solo delle parole. Ma, Gesù chiede un salto senza segni tangibili, un salto nella fede, che il popolo non riesce a fare passando, così, dalle acclamazioni al desiderio di ucciderlo. “Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù” (Lc 4, 29). Ma, era ancora presto. Doveva ancora venire il tempo della sua morte e risurrezione e quello sarà il segno, l'unico segno che condurrà alla fede, che condurrà anche le guardie a riconoscere in Gesù Cristo il Figlio di Dio.



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