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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 20/01/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 20/01/2019
18-01-2019 - 18-01-2019
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Qualsiasi cosa vi dica, fatela" (Gv 2,5) 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 13/01/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 13/01/2019
11-01-2019 - 11-01-2019
BATTESIMO DEL SIGNORE
"Tu sei il Figlio mio, l''amato: in te ho posto il mio compiacimento" (Lc 3,22) 


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 06/01/2019

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 06/01/2019

Dal: 05-01-2019 - Al: 05-01-2019

EPIFANIA DEL SIGNORE
"Abbiamo visto spuntare la sua stella" (MT 2, 2)
 
Mt 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda, 
non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: 
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Domani la Chiesa celebra la solennità dell'Epifania, parola che significa manifestazione del Signore. Nel celebrare questa solennità ricordiamo che quel bambino, nato in una mangiatoia, non è un bambino qualsiasi. Egli è re, il Re dei giudei. Così lo chiamano i magi che si mettono in cammino per cercarlo ed adorarlo. Così lo chiameranno i soldati per schernirlo e così fece scrivere Pilato sulla croce. Ma, prima ancora hanno annunciato così i profeti:
 
 
“Ecco, verranno giorni - dice il Signore -
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra” (Ger 23,5).
 
Un re, quindi che regnerà su tutta la terra e i primi a darcene testimonianza sono proprio i magi. I primi a venire da lontano, non appartenenti al popolo d'Israele, per adorarlo. I primi che si sono messi in cammino per cercarlo. I primi che ne hanno riconosciuto fin da subito la sua regalità come dimostrano i doni che gli offrono. E proprio i doni ci dicono che il suo regno non è come comunemente lo intendiamo. L'oro ci dice la sua regalità, l'incenso la sua divinità e la mirra ci riconduce alla sua passione e morte. Il suo regno ha a che fare con Dio perché Egli stesso è Dio e su di esso passerà la sofferenza e la morte. Questo richiamano i doni e non la potenza, la forza e la vittoria. Ma, nonostante tutto, su quel regno splenderà la luce perché Gesù stesso è la luce, è la stella che illumina il cammino dei magi e il nostro. I magi hanno visto brillare la sua luce e l'hanno seguita, mentre Erode l'ha rifiutata perché in quel re ha visto solo un rivale. Egli non è stato capace di guardare oltre, di vedere che quel re non avrebbe tolto niente alla sua regalità. Dio non è venuto nel mondo per il potere, ma per amore. I magi sono andati oltre, si sono lasciati attrarre dalla stella, si sono lasciati condurre e hanno accolto il bambino riconoscendolo Re e Dio.
Oggi la storia si ripete e ci saranno sempre uomini che si metteranno in cammino dietro la stella per cercare il Signore ed adorarlo e uomini che lo rifiuteranno perché hanno paura di perdere il loro potere. Ma anche per chi lo rifiuta continua  a brillare la stella nel cielo perché la Luce è venuta nel mondo,  “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9) e  “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta”(Gv 1,5),  ma “a quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).




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