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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 9/12/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della Domenica 9/12/2018
08-12-2018 - 08-12-2018
II DOMENICA DI AVVENTO
"Preparate la via del Signore" (Lc 3,4)


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 02/12/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 02/12/2018
01-12-2018 - 01-12-2018
I DOMENICA DI AVVENTO
"Vegliate in ogni monento pregando". (Mt 24, 42)



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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 25/11/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 25/11/2018

Dal: 24-11-2018 - Al: 24-11-2018

NOSTRO SIGNORE RE DELL'UNIVERSO
"Il mio regno non è di questo mondo" (Gv 18,36)
Gv 18,33b-37
 
In quel tempo Pilato fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Siamo alla fine del'anno liturgico e Gesù, durante il processo che lo condurra al Calvario, rivela esplicitamente la sua identità di re. "Io sono re" (GV 18, 37) risponde a Pilato. È un diaologo intenso quello che nasce tra lui e il Signore ed alla fine di esso Pilato non se la sentirà di giudicarlo, ma lo lascerà nelle mani del popolo. Gesù in questo dialogo presenta se stesso ed il suo regno presentandosi come re di un regno particolare. Di un regno che non è di questo mondo, che non è come ce lo immaginiamo. Quando pensiamo a un regno pensiamo a un territorio posto sotto il potere di qualcuno, di un re. Il re quindi è colui che fa il bello ed il cattivo tempo sul suo territorio. È lui che decide, che fa le leggi e il popolo è a lui che deve obbedire. Il popolo sono i suoi sudditi. Sono sotto di lui. Il popolo deve difendere sempre il suo re; lo deve proteggere e lo deve acclamare. Gesù, invece non ha servitori o sudditi che vanno davanti a lui per combattere, per difenderlo e portarlo alla vittoria. I suoi, nel momento della condanna se ne andranno spaventati. Gesù è da solo di fronte ai suoi accusatori e da loro si lascia oltraggiare, condannare, crociffiggere. Dirà poche parole e non saranno per difendre se stesso, perchè ciò che dirà lo condurrà sulla croce. Gesù, durante tutta la sua vita terrena, non ha mai smesso di annunciare, di proclamare l'amore di Dio per l'uomo, per ogni uomo, per ognuno di noi, e lo farà fino all'ultimo respiro perchè il suo regno non è un territorio preciso in cui esercitare il potere. Il suo regno non ha confini. L'amore va oltre ogni limite e confine, va dove è accolto. Il regno di Dio è la dove a Dio viene fatto spazio. È in ogni cuore che accoglir l'Amore. E il re non è un potente della terra. Il re è un corcifisso, ma un crocifisso per amore.




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