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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 16/09/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 16/09/2018
14-09-2018 - 14-09-2018
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Ma voi, chi dite che io sia?" (Mc 8,29) 


Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 09/09/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 09/09/2018
08-09-2018 - 08-09-2018
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Fa udire i sordi e fa parlare i muti!" (Mc 7,37)


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Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 16/09/2018

Alla luce della Parola - Commento al Vangelo della domenica 16/09/2018

Dal: 14-09-2018 - Al: 14-09-2018

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
"Ma voi, chi dite che io sia?" (Mc 8,29) 
Mc 8,27-35
 
In quel tempo Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 

Il Signore ha compiuto miracoli, ha guarito ammalati, ha ridato la vista ai ciechi e l'udito ai sordi e ha fatto tutto in pubblico. Non solo i discepoli hanno assistito a questi fatti, ma anche le altre persone e ognuno si è fatto un'idea di Lui. È questa idea che vuole conoscere Gesù interrogando i discepoli. Vuole sapere chi è per la gente e chi è per loro. Vuole sapere chi pensano di avere davanti e sarà Pietro a dare la risposta giusta. Egli per rivelazione divina sa che Gesù è il Cristo, il Messia atteso, eppure anche lui non ha le idee ben chiare sull'identità di Gesù e il suo scandalizzarsi, di fronte alla rivelazione che farà il Signore subito dopo, lo dimostra. Gesù, se fino a quel momento si è rivelato attraverso miracoli e guarigioni, ora si rivelerà anticipando ciò che gli accadrà dopo, annunciando la sua passione, morte e risurrezione, dicendo che sarà ucciso. Ma, Pietro sa di avere di fronte un Messia, un re e nella mentalità dell'uomo il re è colui che vince e non colui che viene ucciso. Perciò, si scandalizza, rifiuta le parole di Gesù. Per poterle comprendere occorre cambiare prospettiva, andare oltre l'immagine comune di re e di messia e pensare ad un altro tipo di regalità. Una regalità che ha come fine ultimo non il potere, ma l'amore e per amare fino in fondo è necessario anche perdere. Se crediamo in un messia che viene per dominare, allora ci aspettiamo da lui azioni potenti, vittorie eclatanti e i suoi miracoli e guarigioni ci appaiono come baluardi della sua forza e non possiamo accettarne la morte e il fallimento. Ma, se invece crediamo nel Dio che è Padre, che ha mandato come messia il Figlio unigenito per dire il suo amore per noi, allora quegli stessi miracoli e guarigioni assumeranno il sapore della carità, del dono, dell'amore di Dio per l'umanità e la sua morte non sarà più una sconfitta o un fallimento, ma sarà la porta per la vera vittoria che si manifesterà nella gloria della Risurrezione. E questo è quello che Gesù dice di sé ai suoi annunciando la sua morte e questo è anche quello che chiede a chi vuole seguirlo perché seguire il Signore è accettare di camminare sulla sua stessa strada accettando anche di perdere la vita nella certezza di ritrovarla per l'eternità.



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